L’Akatsuki: origini, piano segreto e tutti i membri
Dieci anelli, un mantello cosparso di nuvole rosse e un piano che solo due membri conoscono per intero. L'Akatsuki nasce ad Amegakure come movimento pacifista fondato da tre orfani, prima di diventare la macchina da guerra che dà la caccia ai nove bijū. Questo dossier ripercorre la storia in ordine: le radici sotto la pioggia, il vero obiettivo dietro la cattura dei demoni, la cronologia completa, poi ogni membro principale, le sue tecniche, il suo compagno e la sua fine. Chiudono il percorso i codici visivi del gruppo.
Un'organizzazione riassunta in tre simboli
L'Akatsuki riunisce una decina di disertori di rango S, tutti iscritti nel registro dei criminali ricercati dal villaggio d'origine. Il gruppo non ha territorio, esercito né edificio ufficiale. La sua forza non deriva dal numero, ma dal valore individuale dei membri, ciascuno dei quali vale da solo quanto un'intera squadra. Il termine giapponese significa «alba».
Basta l'uniforme per riconoscere l'organizzazione a colpo d'occhio. Un mantello nero dal collo alto, con fodera rossa e nuvole rosse bordate di bianco. In viaggio, i membri vi aggiungono un cappello conico di paglia ornato di campanelli e un velo. Ognuno porta infine un anello, a un dito prestabilito, e il coprifronte del villaggio natale sbarrato da un'incisione nel metallo.
Anche il metodo di lavoro è improntato all'essenzialità. L'Akatsuki opera in coppia, mai in solitaria, e quasi mai si riunisce al completo. Gli incontri avvengono tramite proiezioni di chakra: l'immagine di un membro appare a centinaia di chilometri dal suo corpo. I covi cambiano e sono dispersi in vari paesi, rendendo il gruppo praticamente impossibile da localizzare.
L'obiettivo dichiarato è catturare i nove bijū, masse viventi di chakra sigillate in ospiti umani. Ufficialmente si tratta di creare la prima forza militare del mondo shinobi e poi affittarne i servizi ai paesi che non possono più permettersi di mantenere un esercito. In realtà, ogni cattura avvicina un progetto concepito molto prima della nascita della maggior parte delle reclute.
È qui che l'Akatsuki smette di essere una banda di mercenari intercambiabili. L'organizzazione funziona come una piramide di menzogne, in cui ogni livello ignora ciò che trama quello superiore. Nagato crede di comandare, ma in realtà esegue. Itachi obbedisce in segreto a Konoha. Gli altri lavorano per denaro o per una passione personale. I guerrieri più potenti della storia sono anche i meno informati.
Amegakure: tre orfani sotto la pioggia
Tutto comincia in un paese minuscolo, stretto fra le grandi nazioni. Amegakure non ha né l'estensione né le risorse di Konoha o Iwa, ma ha la sventura di trovarsi nel mezzo. Le prime tre guerre ninja si sono svolte lì, o quasi. Gli eserciti stranieri vi si accampano, si affrontano e poi ripartono lasciandosi alle spalle rovine e bambini senza genitori.
Tre di quei bambini saranno decisivi. Yahiko è il capo, colui che parla e trascina gli altri. Konan piega già la carta: il fiore di origami offerto per ringraziare alcuni viandanti resterà il suo gesto distintivo. Nagato, invece, ha visto due ninja di Konoha entrare in casa sua in cerca di cibo e uccidere i suoi genitori. Quel giorno i suoi occhi cambiano: si manifesta il Rinnegan.
Quei viandanti sono i tre Sannin. Tsunade vuole proseguire per la propria strada, Orochimaru propone di porre fine alle sofferenze dei ragazzini e Jiraiya decide di restare. Si accampa per tre anni tra le rovine e insegna loro a difendersi. Nota il Rinnegan di Nagato e crede di aver trovato il bambino della profezia annunciata dal rospo del monte Myoboku. Ripartirà convinto di aver fatto la cosa giusta.
Divenuti adolescenti, i tre orfani fondano l'Akatsuki. Il programma iniziale non ha nulla di criminale: ottenere la pace attraverso il dialogo, porre fine ai combattimenti sul suolo di Ame e offrire un'alternativa ai mercenari. Decine di shinobi aderiscono al movimento. Yahiko ne è il volto, Nagato la forza d'urto, Konan l'organizzazione logistica. Il movimento cresce abbastanza in fretta da preoccupare il potere costituito.
Quel potere è Hanzo la Salamandra, capo di Amegakure e lo stesso uomo che ha conferito il titolo ai Sannin. Vede nell'Akatsuki una minaccia alla propria autorità e si allea con Danzo Shimura, capo della sezione clandestina di Konoha. La trappola è semplice e definitiva: Konan viene rapita, il trio circondato e Nagato posto davanti a una scelta impossibile. Uccidere Yahiko o lasciare morire Konan.
Yahiko decide al posto suo. Si getta sul kunai che Nagato tiene in mano e si trafigge, perché l'amico non debba scegliere. Il seguito occupa poche vignette: Nagato, fuori di sé, evoca per la prima volta la Statua Demoniaca, le cui lingue di chakra spazzano via gli uomini di Hanzo. La tecnica gli costa l'uso delle gambe e buona parte della salute.
L'uomo che esce da quell'imboscata non si chiama più Nagato. Colloca il corpo di Yahiko al centro di un sistema di ricevitori neri e assume il nome di Pain. Alcuni anni dopo uccide Hanzo, la sua famiglia e i suoi cari, quindi regna su Amegakure come una divinità che nessuno vede mai. Il movimento pacifista è morto insieme al suo fondatore; l'organizzazione, invece, ne conserva il nome.
Il vero obiettivo: ricomporre una bestia e addormentare il mondo
La versione ufficiale circola in tutti i villaggi. L'Akatsuki raccoglie i bijū per diventare una forza militare a noleggio, capace di sostituire gli eserciti regolari e imporre i propri prezzi. La spiegazione è credibile, motiva le reclute interessate al denaro e ha il vantaggio di non poter essere verificata. Soprattutto, è falsa.
Gli obiettivi sono i nove bijū, numerati da una a nove code e sigillati in ospiti umani chiamati jinchūriki. Estrarli uccide l'ospite in quasi tutti i casi. Ogni villaggio ne custodisce uno o due e dar loro la caccia equivale a dichiarare guerra a tutti contemporaneamente. L'organizzazione lo fa comunque, un demone dopo l'altro, con la pazienza di un cacciatore.
La cassaforte si chiama Gedo Mazo. I membri stanno in piedi sulle dita della statua, nel posto stabilito dal proprio anello, e proiettano la loro immagine a distanza mentre il chakra del bijū viene assorbito. L'operazione dura tre giorni per Shukaku: è l'unico momento in cui il gruppo è davvero vulnerabile. A ogni sigillatura, sulla statua si apre un occhio in più.
Resta la domanda fondamentale: perché nove? Perché i bijū sono soltanto frammenti della stessa creatura. Il Jubi nasce dall'Albero Divino di cui Kaguya Otsutsuki ha mangiato il frutto. Hagoromo, suo figlio, sigilla la bestia nel proprio corpo e poi ne divide il chakra in nove entità distinte. Riunirle significa ricomporre il Jubi. L'intero piano poggia su questa somma.
Il seguito prende il nome di Piano Occhio di Luna. Il suo autore è Madara Uchiha: diventare l'ospite del Jubi, risvegliare il Rinne Sharingan, proiettarne il motivo sulla luna e imprigionare l'umanità in un genjutsu dal quale nessuno possa sfuggire. Le vittime sognano la vita che avrebbero desiderato mentre le radici dell'Albero Divino assorbono il loro chakra. È, letteralmente, una pace attraverso l'illusione.
Obito eredita il progetto e lo presenta pubblicamente al Summit dei Cinque Kage. Chiede che gli vengano consegnati l'Hachibi e il Kyubi, spiega il programma, riceve un rifiuto unanime e subito dopo dichiara la Quarta Grande Guerra Ninja. Quel giorno l'Akatsuki smette di essere un'organizzazione segreta e diventa uno schieramento militare, con un esercito di cloni e un signore dei non morti.
Un ultimo livello si nasconde sotto tutti gli altri. Zetsu Nero non è una creatura di Madara: è la volontà materializzata di Kaguya, all'opera da secoli per riportarla in vita. Ha falsificato la tavola di pietra tramandata dagli Uchiha, affinché un lettore abbastanza potente credesse di trovarvi la salvezza del mondo. L'ordine delle scatole cinesi è quindi questo: Kaguya dietro Zetsu Nero, Zetsu Nero dietro Madara, Madara dietro Obito, Obito dietro Nagato e Nagato davanti a tutti gli altri.
La cronologia completa dell'organizzazione
Seconda Guerra NinjaTre orfaniYahiko, Nagato e Konan perdono i genitori in un conflitto che devasta il Paese della Pioggia.
Terza GuerraGli insegnamenti di JiraiyaIl Sannin si stabilisce per tre anni tra le rovine e insegna ai tre bambini di Amegakure a sopravvivere.
Poco dopoFondazione dell'AkatsukiYahiko crea un movimento pacifista che chiede la fine delle guerre; decine di shinobi vi aderiscono.
La trappolaMorte di YahikoHanzo e Danzo circondano il trio e prendono Konan in ostaggio; Yahiko si trafigge con il kunai di Nagato.
Subito dopoPrima evocazioneNagato invoca la Statua Demoniaca, annienta gli uomini di Hanzo e perde l'uso delle gambe.
Anni successiviPain conquista AmeNagato controlla sei cadaveri, elimina Hanzo e i suoi cari, quindi regna sul villaggio come un dio invisibile.
Cambio di rottaL'uomo mascheratoUno sconosciuto che si presenta come Madara avvicina Nagato; l'organizzazione cambia obiettivo e comincia a reclutare.
ReclutamentiDieci membri di rango SOrochimaru, Sasori, Kisame, Hidan, Kakuzu e Zetsu indossano uno dopo l'altro i mantelli neri; Deidara sarà reclutato soltanto dopo la partenza di Orochimaru.
Una notteMassacro degli UchihaItachi stermina il proprio clan, risparmia Sasuke, lascia Konoha ed entra nell'Akatsuki come spia.
Poco prima della storiaOrochimaru disertaIl suo tentativo di impadronirsi del corpo di Itachi fallisce; se ne va portando con sé il proprio anello.
Prima parteRitorno a KonohaItachi e Kisame entrano nel villaggio per rapire Naruto: è la prima apparizione pubblica del gruppo.
Seconda parteCattura dell'IchibiDeidara rapisce Gaara e l'estrazione uccide il Kazekage; Sasori cade poi davanti a Sakura e Chiyo.
In rapida successioneCade il duo zombieHidan uccide Asuma Sarutobi; Shikamaru lo smembra, poi Naruto e Kakashi sconfiggono Kakuzu.
RotturaItachi contro SasukeItachi muore in piedi al termine del duello; Tobi rivela la verità al fratello, che riceve un mantello.
Punto di svoltaInvasione di KonohaPain rade al suolo il villaggio, poi riporta in vita le vittime con il Rinne Tensei e muore esausto.
Subito dopoMorte di KonanLascia l'organizzazione, affronta Tobi per proteggere il Rinnegan di Nagato e soccombe.
Quarta GuerraLa fine del pianoObito dichiara guerra al Summit dei Cinque Kage; Madara risorge, prima che Zetsu Nero lo tradisca.
Pain e Nagato: il dio di Amegakure
Nagato discende dal clan Uzumaki, che gli conferisce una riserva di chakra fuori dal comune e la vitalità necessaria a sopravvivere alle proprie tecniche. I suoi occhi, invece, non gli appartengono. Il Rinnegan gli è stato impiantato da bambino, a sua insaputa, da Madara Uchiha, in un piano che prevedeva già il momento in cui sarebbe stato necessario recuperarlo.
Il corpo di Nagato è distrutto dall'imboscata di Hanzo. Non cammina più, non lascia più la torre di Ame e si muove soltanto per procura. È il principio delle Sei Vie di Pain: sei cadaveri trafitti da ricevitori neri, controllati a distanza e dotati di un campo visivo condiviso. Il mondo intero crede di avere davanti un solo uomo.
Ogni corpo ha una funzione. La Via Deva, che porta il volto di Yahiko, controlla la gravità: respinge tutto ciò che la circonda, attira ciò che vuole e può strappare una porzione di terreno per trasformarla in un satellite. Le altre cinque assorbono il chakra, evocano creature, strappano le anime, leggono la mente o dispiegano un arsenale meccanico. Insieme costituiscono un esercito da sole.
Pain uccide Jiraiya al termine di uno scontro in cui il suo antico maestro capisce troppo tardi chi ha davanti. Poi arriva l'invasione di Konoha: un solo Shinra Tensei rade al suolo il villaggio. Naruto lo raggiunge, rifiuta lo scontro fisico e vince con le parole. Nagato accetta allora di pagare: usa il Rinne Tensei, riporta in vita tutti coloro che ha appena ucciso e muore per lo sforzo.
La storia non finisce qui. Riportato in vita contro la propria volontà durante la Quarta Guerra, Nagato viene rivolto contro i suoi vecchi alleati. Servirà l'intervento di Itachi, anch'egli richiamato dal mondo dei morti, per sigillarlo definitivamente. Il suo Rinnegan torna invece nelle mani di Obito, che lo attendeva fin dall'inizio.
Konan: l'angelo di carta
Konan è l'unica donna dell'organizzazione e l'unica a non aver mai cambiato schieramento. La sua arte nasce da un dettaglio dell'infanzia: il fiore di origami che un tempo offriva è diventato una tecnica di combattimento completa. Trasforma il corpo in fogli di carta, si disperde, si ricompone e si muove su ali che la fanno scambiare per un angelo dagli abitanti di Ame.
Questa carta non ha nulla di decorativo. Taglia come una lama, avvolge, immobilizza e può essere ricoperta da migliaia di esplosivi adesivi. Le sue sole debolezze sono l'acqua, che la inzuppa, e il fuoco, che la consuma: la pioggia incessante di Amegakure è per lei tanto un ostacolo quanto una protezione.
Il suo ruolo nell'Akatsuki viene spesso frainteso. Non è un'esecutrice come le altre: è il tramite di Nagato, l'intermediaria fra il corpo invalido nascosto nella torre e i sei cadaveri che percorrono il mondo. È lei a governare davvero il villaggio, a proteggere le spoglie di Yahiko e a vegliare su ciò che resta della promessa fatta da bambini.
La morte di Nagato la libera. Konan lascia l'organizzazione, assume la guida di Amegakure e dice a Naruto di credere in lui, proprio come Jiraiya aveva creduto in Nagato. Sa però che cosa sta per accadere: Tobi viene a reclamare il Rinnegan e lei lo aspetta.
La trappola che prepara è la più accurata del manga: seicento miliardi di carte bomba, un mare artificiale e dieci minuti di esplosioni ininterrotte, pensate per non lasciare nulla. Tobi sopravvive grazie a Izanagi, la tecnica proibita che consente di riscrivere un istante di realtà al prezzo di un occhio. Poi la finisce e porta via gli occhi del suo vecchio capo. L'ultima dei tre orfani di Ame cade qui.
Itachi Uchiha: il traditore che non lo era
Itachi è un prodigio, che nel suo caso significa un bambino al quale non è stato risparmiato nulla. A quattro anni vede i campi di battaglia della Terza Guerra, completa l'Accademia in un anno e diventa capitano dell'ANBU a tredici anni. Da quell'infanzia conserva un orrore per i conflitti che spiega tutto il resto del suo percorso.
Quando il clan Uchiha prepara un colpo di Stato contro Konoha, si trova diviso fra il proprio sangue e il villaggio. Vince il villaggio. Il massacro del clan avviene in una sola notte, per ordine di Danzo Shimura e degli anziani, con l'aiuto di un uomo mascherato. Itachi risparmia una sola persona: il fratellino, al quale lascia un odio costruito su misura e una menzogna da portare con sé.
Entra quindi nell'Akatsuki, ma non per le ragioni che gli vengono attribuite. Rimane una spia di Konoha, trasmette ciò che può e soprattutto tiene Danzo sotto scacco: finché è vivo, nessuno osa toccare Sasuke. La sua presenza nel gruppo costituisce anche una sorveglianza dall'interno, l'unica di cui disponga il villaggio.
Il suo arsenale è quello di un Uchiha al culmine delle proprie capacità. Il Mangekyo Sharingan gli conferisce tre tecniche: Tsukuyomi, che imprigiona il bersaglio in un'illusione in cui il tempo si dilata; Amaterasu, le cui fiamme nere non si spengono; e un Susanoo armato della spada di Totsuka e dello specchio di Yata. Quasi sempre vince senza dover colpire.
La sua fine è una messinscena. Malato da anni, organizza un duello che intende perdere, affinché Sasuke erediti i suoi occhi e la fama di vendicatore. Muore in piedi, poggiando due dita sulla fronte del fratello. Riportato in vita durante la guerra, si libera dal controllo che grava su di lui e pone fine alla tecnica che richiamava i morti. La verità emergerà soltanto dopo la sua seconda morte.
Obito e Madara: il nome, l'erede e il piano
Madara Uchiha appartiene alla generazione dei fondatori. Capo del suo clan, fonda Konoha insieme a Hashirama Senju prima di rompere con lui: la loro amicizia finisce nella Valle della Fine e quel giorno il mondo crede Madara morto. In realtà ha inscenato la propria scomparsa, portato con sé un frammento delle cellule del rivale ed è sparito sotto una montagna.
Il vecchio che vive in quella caverna non ha più nulla del guerriero. Dopo essersi trapiantato le cellule di Hashirama, risveglia il Rinnegan al termine di un'intera vita, elabora il Piano Occhio di Luna e prepara la propria resurrezione. Impianta i nuovi occhi in un bambino di Amegakure, Nagato, affinché un giorno lo riporti in vita. Crede inoltre di aver creato Zetsu Nero, ma è vero il contrario.
Gli manca un esecutore. Lo trova al ponte Kannabi, dove un genin di Konoha è appena rimasto schiacciato da una frana. Obito Uchiha ha appena donato il proprio Sharingan sinistro a Kakashi come regalo per la promozione. Uno Zetsu Bianco lo dissotterra per ordine di Madara e la metà distrutta del suo corpo viene sostituita con innesti ricavati dalle cellule di Hashirama.
A farlo passare definitivamente dall'altra parte non è il dolore, ma Rin. Vedendo la compagna morire per mano di Kakashi, Obito conclude che la realtà non merita di essere difesa. Fa propri il piano e il nome di Madara, insieme a un metodo fondato sulla pazienza. Kamui lo rende intangibile e gli consente di attraversare qualsiasi attacco: per anni nessuno riesce a toccarlo.
Dietro la maschera agisce dapprima senza farsi vedere. Attacca Konoha la notte della nascita di Naruto prendendo il controllo del Kyubi, manipola il Quarto Mizukage e quindi un intero villaggio, recluta per l'Akatsuki fingendosi uno scagnozzo un po' sciocco di nome Tobi. Dopo la morte di Nagato assume la guida del gruppo alla luce del sole.
La guerra sconfigge i due uomini in ordine inverso. Obito diventa l'ospite del Jubi, fallisce, cambia schieramento dopo aver visto Naruto rifiutarsi di abbandonare chiunque e infine muore proteggendo il suo vecchio compagno e il suo allievo. Madara, risorto, risveglia il Rinne Sharingan e lancia finalmente il genjutsu che avrebbe dovuto risolvere ogni cosa. Zetsu Nero usa allora il suo corpo per riportare Kaguya. L'artefice del piano finisce così: tradito dalla creatura che credeva di aver plasmato.
Kisame Hoshigaki: il bijū senza coda
Kisame proviene da Kirigakure, villaggio che per lungo tempo ha trasformato l'esame finale dell'Accademia in un duello mortale fra compagni. Ne ricava una concezione semplice del mestiere. Membro dei Sette Spadaccini della Nebbia, lascia il villaggio con una fama di mostro ampiamente meritata.
La sua arma costituisce metà del personaggio. Samehada è una spada viva, ricoperta di squame invece che dotata di filo: raschia la carne anziché tagliarla e, soprattutto, divora il chakra dell'avversario per restituirlo al proprio portatore. Sceglie il suo padrone e ha scelto Kisame. Durante il combattimento i due finiscono per fondersi.
La sua riserva di chakra è smisurata, tanto da valergli il soprannome di bijū senza coda. In un ambiente acquatico diventa praticamente inarrestabile: crea il proprio mare, vi respira e vi scatena squali di chakra. Pochi avversari accettano di seguirlo su quel terreno.
Nell'organizzazione è il compagno di Itachi, con il quale forma il duo d'assalto più temuto. Il contrasto funziona: uno non parla quasi mai, l'altro commenta tutto. Kisame funge anche da messaggero e scorta ed è lui a essere inviato quando occorre riportare indietro un jinchūriki recalcitrante.
La sua fine rivela chi è. Sconfitto da Maito Gai e poi catturato, rifiuta di farsi interrogare: si libera, evoca i propri squali e si lascia divorare anziché rivelare un'informazione. Riportato in vita durante la guerra, ritrova Gai sul campo di battaglia per un ultimo scambio. Il criminale più brutale del gruppo sarà stato, fino alla fine, il più leale.
Sasori e Deidara: due concezioni dell'arte
Il duo più loquace dell'Akatsuki passa il tempo a discutere di una questione estetica. Per Sasori, l'arte è ciò che rimane: una forma immobile, conservata, sottratta al tempo. Per Deidara, l'arte è ciò che scompare: un lampo, un secondo, un'esplosione. Ognuno mette la vita al servizio della propria definizione e muore in modo perfettamente coerente con essa.
Sasori proviene da Sunagakure. I genitori muoiono in missione quando è bambino; cresciuto dalla nonna Chiyo, impara l'arte delle marionette e costruisce due fantocci con le loro sembianze, che non lo stringeranno mai fra le braccia. Diserta, poi supera un limite mai oltrepassato prima: trasforma il proprio corpo in una marionetta e conserva soltanto un nucleo vivo nel torace.
La sua collezione comprende duecentonovantotto marionette umane, ognuna ricavata da uno shinobi sconfitto e capace di conservarne le tecniche. Il pezzo forte è il Terzo Kazekage, che controlla la Sabbia Ferrifera. Tutto ciò che tocca è avvelenato, comprese le lame e i fili. Alla fine viene trafitto dalle marionette dei genitori, manovrate da Chiyo, e lascia passare deliberatamente il colpo.
Deidara viene da Iwagakure e nemmeno lui ha scelto di entrare nell'Akatsuki: ha perso una scommessa contro Itachi ed è stato costretto ad arruolarsi, da cui nasce il suo odio tenace per lo Sharingan. Il suo kekkei genkai, il Bakuton, combina Terra e Fulmine per rendere esplosiva qualsiasi materia. Le bocche sui palmi impastano argilla carica di chakra.
Le sue creazioni crescono di potenza nel corso della storia: ragni in miniatura, uccelli da trasporto, un drago capace di attraversare un paese e infine una bomba a forma di sole. È lui a rapire Gaara e riportarlo vivo. Di fronte a Sasuke, capito che non vincerà, scuce il torace e trasforma il proprio corpo nell'ultima opera. L'esplosione scava un cratere; Sasuke si salva per un soffio.
Hidan e Kakuzu: il duo impossibile da uccidere
Kisame li soprannomina il duo zombie e il nome calza: nessuno dei due muore come gli altri. La loro associazione non è casuale. Kakuzu ha ucciso tutti i compagni precedenti, di solito per irritazione; gli è stato quindi assegnato l'unico membro che non è in grado di eliminare.
Hidan viene da Yugakure, un villaggio ninja divenuto località termale, il cui stile di vita tranquillo lo ha disgustato al punto da farglielo abbandonare dopo aver massacrato parte degli abitanti. Serve Jashin, un dio che accetta una sola forma di preghiera: il sacrificio umano. La sua falce a tre lame serve più a raccogliere che a uccidere.
Il suo rituale è un meccanismo macabro. Assaggia il sangue del bersaglio, traccia sul terreno un cerchio attraversato da un triangolo, si pone al centro e poi ferisce se stesso: ogni lesione appare istantaneamente sulla vittima, a decine di metri di distanza. Non può morire, il che lo rende imprudente e insopportabilmente lento a concludere. Uccide così Asuma Sarutobi.
Shikamaru gli dimostra l'unico punto debole del sistema: immortalità non significa invulnerabilità. Lo separa dal cerchio, lo smembra con gli esplosivi e poi seppellisce i pezzi in una fossa nella foresta dei Nara. Hidan è ancora vivo laggiù, cosciente e incapace di muoversi. È probabilmente la fine più crudele del manga.
Kakuzu, invece, ha novantun anni e una lunga memoria. Mandato un tempo ad assassinare Hashirama Senju, fallisce e il proprio villaggio lo getta in prigione come ricompensa per l'insuccesso. Evade portando con sé un kinjutsu, il Jiongu, che sostituisce i muscoli con fili neri capaci di ricucire qualsiasi cosa, compreso ciò che strappa agli altri.
Colleziona cuori come altri collezionano trofei: cinque in tutto, ciascuno sottratto a un avversario potente e capace di controllare una diversa natura del chakra. Uccidere Kakuzu significa quindi ucciderlo cinque volte. Tesoriere dell'organizzazione, finanzia il gruppo con la caccia alle taglie e si lamenta del costo dei funerali. Naruto e Kakashi lo sconfiggono combinando un Rasenshuriken e un Raikiri: l'ultimo cuore cede al secondo colpo.
Zetsu e Orochimaru: coloro che giocavano un'altra partita
Due membri non hanno mai perseguito gli obiettivi dichiarati dell'Akatsuki. Uno la precede di diversi secoli, l'altro la usa come una biblioteca prima di sbattere la porta. Entrambi vengono scambiati, a torto, per personaggi secondari.
Zetsu si presenta come un unico essere diviso in due, racchiuso in una pianta carnivora che si apre e si chiude su di lui. La metà bianca nasce dalle cellule di Hashirama manipolate da Madara; si divide in cloni capaci di copiare l'aspetto e il chakra di chiunque. È l'esploratore del gruppo: individua i jinchūriki, osserva gli scontri, funge da arbitro e da memoria.
La metà nera è di natura diversa. Zetsu Nero è la volontà di Kaguya Otsutsuki, plasmata ancora prima della fondazione dei villaggi, e il suo lavoro è una paziente falsificazione. Ha riscritto la tavola di pietra tramandata dagli Uchiha, affinché un lettore abbastanza potente vi trovasse lo Tsukuyomi Infinito presentato come salvezza. Madara e Obito non saranno stati altro che deviazioni sul suo cammino.
Non combatte quasi mai: sussurra. Un consiglio qui, una rivelazione calcolata là e l'intera organizzazione avanza nella direzione desiderata. La guerra gli offre infine il suo esercito, decine di migliaia di Zetsu Bianchi, e poi la sua occasione: il corpo di Madara. Verrà sigillato insieme a Kaguya, senza aver mai sferrato di persona un colpo decisivo.
Orochimaru, invece, è venuto a fare acquisti. Sannin di Konoha e disertore, entra nell'Akatsuki per ciò che gli mette a disposizione: tecniche rare, corpi eccezionali e segreti dei villaggi. Il suo compagno è Sasori, con cui condivide il gusto per gli esperimenti sugli esseri umani e una concezione dell'eternità che li pone in disaccordo su tutto il resto.
La sua uscita di scena è brutale. Cerca di impadronirsi del corpo di Itachi per ottenerne gli occhi, cade in una trappola di genjutsu e perde una mano. Lascia l'organizzazione portando con sé il proprio anello, bloccando una posizione per anni: nessuno può sostituirlo finché manca l'anello. Fonda Otogakure, si dedica a Sasuke e osserva da lontano il piano che non ha mai voluto servire.
Tutte le coppie, una per una
L'Akatsuki non manda mai un membro da solo. Le coppie sono composte per completarsi sul piano tecnico, talvolta per sorvegliarsi a vicenda, e vengono riformate a ogni morte. Ecco tutti gli abbinamenti della storia, nell'ordine in cui compaiono.
Pain e Konan
Ai vertici di Amegakure
Gli ultimi due orfani di Ame non lasciano quasi mai la torre del villaggio. Konan scorta le Vie di Pain, fa da tramite fra Nagato e il resto dell'organizzazione e protegge il corpo invalido dell'amico. È l'unica coppia fondata su un'amicizia d'infanzia anziché su un calcolo tattico.
Itachi e Kisame
Il duo d'assalto
La coppia più temuta del gruppo e la prima mostrata nella storia. Il genjutsu di Itachi neutralizza, la riserva di chakra di Kisame sfianca: pochi avversari sopravvivono a entrambi. Il loro rapporto resta cordiale e distante, poiché ciascuno sa che l'altro gli nasconde la parte essenziale delle proprie vere motivazioni.
Orochimaru e Sasori
L'associazione più breve
Due sperimentatori che trattano il corpo umano come un materiale. L'intesa non sopravvive al tentativo di Orochimaru contro Itachi: dopo la sua diserzione, Sasori resta solo e colloca una spia fra le file dell'ex compagno. Quella spia, Kabuto, finirà per cambiare padrone due volte.
Sasori e Deidara
Due idee dell'arte
È la coppia più discussa del manga, tanto i due uomini trascorrono il tempo a contraddirsi sulla natura della bellezza. Insieme rapiscono Gaara, dando inizio a tutta la seconda parte della storia. La loro collaborazione si interrompe di colpo nel covo dell'Akatsuki nel Paese dei Fiumi, dove Sasori cade davanti a Sakura e Chiyo.
Deidara e Tobi
L'artista e il buffone
Tobi eredita l'anello di Sasori e si appiccica a Deidara fingendosi un idiota maldestro, cosa che fa infuriare l'artificiere. La maschera è perfetta: Deidara morirà senza mai sapere di essere servito da copertura a un Uchiha. La commedia finisce nell'istante in cui scompare.
Hidan e Kakuzu
Il duo zombie
Un fanatico immortale e un mercenario dai cinque cuori, messi insieme perché nessuno dei due può davvero eliminare l'altro. Passano gran parte del tempo a litigare, fra i rituali interminabili del primo e la caccia alle taglie del secondo. Konoha finisce per separarli definitivamente.
Zetsu, senza compagno
L'esploratore permanente
Unico membro a operare senza un compagno fisso, Zetsu si muove nel terreno, si divide in cloni e accompagna occasionalmente qualsiasi squadra. Arbitra gli scontri interni, recupera gli anelli dei morti e riferisce tutto ciò che vede. La sua vera funzione non è militare, bensì di sorveglianza.
Kisame e Tobi
La caccia all'Hachibi
Dopo la morte di Itachi, Kisame viene affiancato all'uomo mascherato, che davanti a lui non si finge più stupido. Insieme si occupano del jinchūriki di Kumo, un avversario che nessun altro è riuscito a riportare indietro. La missione fallisce e finisce per costare la vita allo spadaccino.
La Squadra Taka
Le nuove reclute
Dopo aver rivelato la verità a Sasuke, Tobi gli affida dei mantelli e una missione. Sasuke, Suigetsu, Karin e Jugo diventano l'ultima squadra reclutata dall'organizzazione. Credono di catturare il jinchūriki dell'Hachibi, riportano soltanto un diversivo e poi passano all'attacco del Summit dei Cinque Kage.
I simboli: mantello, coprifronte sbarrato, dieci anelli
L'organizzazione non ha bandiera, sede né inno. La sua identità visiva è affidata a pochi oggetti, tutti funzionali e carichi di significato. È proprio questa economia di mezzi a renderla riconoscibile in una sola vignetta.
Il mantello con le nuvole rosse
La sagoma del gruppo
Lungo indumento nero dal collo alto, con fodera rossa e nuvole rosse bordate di bianco. Il nome dell'organizzazione significa alba: la nuvola rossa è quella del sorgere del sole. Ogni membro lo indossa aperto o chiuso secondo le proprie abitudini e alcuni vi abbinano uno smalto viola.
Il cappello di paglia
Spostarsi con discrezione
In viaggio, al mantello si aggiunge un cappello conico di paglia, ornato di campanelli e di un velo che nasconde il volto. L'accessorio deriva dai pellegrini itineranti e permette di attraversare un paese senza attirare l'attenzione. Di solito cade alla prima vignetta dello scontro.
Il coprifronte sbarrato
Il simbolo del disertore
Quasi tutti conservano l'hitai-ate del villaggio d'origine, sbarrato da un solco inciso nel metallo e non dipinto. È il simbolo ufficiale dei disertori ricercati. Itachi porta la foglia di Konoha sbarrata, Kisame le linee di Kiri, Deidara la roccia di Iwa e Kakuzu la cascata di Taki.
I dieci anelli
Un dito prestabilito
Ogni membro riceve un anello da portare su un dito preciso, mai su un altro. La posizione stabilisce dove dovrà stare sulla mano della Statua Demoniaca durante una sigillatura. I simboli dell'organizzazione dipendono in larga misura da questo oggetto minuscolo e insostituibile.
Il kanji di ciascuno
Dieci caratteri incisi
Gli anelli presentano ciascuno un carattere e una pietra di colore diverso. Si trovano lo zero per Pain, il vermiglio per Itachi, il bianco per Konan, l'azzurro per Deidara, il sud per Kisame, il gioiello per Sasori, il tre per Hidan e il cinghiale per Zetsu. La perdita di un anello rende inutilizzabile un posto.
Il Bingo Book
Il registro delle taglie
Tutti i membri figurano nel registro in cui i villaggi annotano i criminali in fuga, con la relativa taglia e il rango. Kakuzu lo usa in entrambi i sensi: è ricercato al suo interno e vi sceglie i propri bersagli per finanziare il gruppo. Una testa di valore può fruttare diversi milioni.
Il rituale di sigillatura
Nove giorni di immobilità
Per estrarre un bijū, i membri proiettano la propria immagine sulle dita della Statua Demoniaca e mantengono la tecnica per diversi giorni consecutivi. L'estrazione di Shukaku ne richiede tre. Nove draghi di chakra strappano la bestia all'ospite, che non sopravvive, mentre sulla statua si apre un occhio in più.
Il nome: l'alba
Una parola sopravvissuta a Yahiko
L'Akatsuki avrebbe dovuto annunciare un nuovo giorno per un paese schiacciato dalle guerre altrui. Il nome scelto da Yahiko è sopravvissuto al progetto che designava, conferendo all'organizzazione la sua ironia di fondo. La stessa bandiera copre un movimento pacifista e un'impresa di sterminio.
La caduta: in che ordine muoiono i membri
In che ordine muoiono i membri
Sasori cade per primo. Sakura Haruno e Chiyo lo affrontano dopo il salvataggio di Gaara e sono le marionette Madre e Padre, scolpite a immagine dei suoi genitori, a trafiggerne il nucleo vivo. Morente, rivela a Sakura l'appuntamento con la propria spia presso Orochimaru: dieci giorni dopo, a mezzogiorno, al ponte del Cielo e della Terra.
La coppia successiva scompare in blocco durante un'unica missione. Shikamaru Nara smembra Hidan con una carta bomba e seppellisce i pezzi nella foresta del clan Nara; il databook Kai no Sho preciserà che l'immortale finisce per marcire di fame sottoterra, privo di cibo. Kakuzu perde invece due dei cuori rimasti sotto il Rasenshuriken di Naruto, prima che il Raikiri di Kakashi raggiunga l'ultimo.
Seguono due morti contro lo stesso avversario, Sasuke. Deidara scuce la bocca sul torace e si trasforma in una bomba, un'esplosione annunciata su dieci chilometri alla quale Sasuke sfugge evocando Manda. Itachi crolla per la malattia al termine di uno scontro che aveva organizzato per perderlo. Poco dopo tocca a Nagato: consuma la vita che gli resta nel Rinne Tensei per riportare in vita gli abitanti di Konoha appena uccisi.
Restano tre nomi. Messo alle strette da Gai e poi catturato, Kisame ordina ai propri squali di divorarlo anziché rivelare informazioni durante l'interrogatorio. Konan, che aveva lasciato l'organizzazione per riprendere Amegakure, viene uccisa da Obito, giunto a reclamare il Rinnegan. Obito muore per ultimo, nel pieno della guerra: Kaguya immobilizza Naruto e Sasuke e li prende di mira con le proprie ossa di cenere; Obito e Kakashi si gettano davanti a loro e Obito devia con Kamui il proiettile diretto al vecchio compagno, prima di lasciarsi colpire dall'altro. Zetsu Nero verrà sigillato insieme a Kaguya. Orochimaru non compare fra queste morti: aveva disertato molto prima.
Chi abbatte davvero l'organizzazione
L'elenco dei vincitori sorprende. Non vi compare nessuno dei cinque Kage. Si trovano una pensionata di Suna, Chiyo, e soprattutto la generazione di Konoha uscita dall'Accademia all'inizio della storia: Sakura, Shikamaru, Naruto e Sasuke, guidati da Kakashi e Gai. Criminali di rango S cadono davanti a squadre di quattro persone.
L'altra parte del bilancio è interna. Quattro membri muoiono per mano propria o per una loro decisione: Deidara si fa esplodere, Kisame si lascia divorare, Nagato si consuma nella sua ultima tecnica, Itachi nasconde la malattia e prepara la propria sconfitta. Una quinta, Konan, cade per mano del proprio schieramento. L'Akatsuki si autodistrugge almeno quanto viene sconfitta.
Il funzionamento in coppia, presentato come una forza, accelera la caduta. Un'unica missione può cancellare un duo intero: Hidan e Kakuzu cadono lo stesso giorno, davanti alla stessa squadra di Konoha. Altrove la perdita è indiretta ma concreta: morto Sasori, Deidara eredita un compagno imposto; morto Itachi, Kisame resta solo. E i posti vacanti vengono colmati male. Tobi entra nell'organico come semplice sostituto di Sasori e nuovo compagno di Deidara: il manipolatore del gruppo occupa un ruolo subordinato nella propria organizzazione. Il bacino di disertori di rango S, invece, non si rinnova.
Dopo Nagato non rimane quasi più nulla da smantellare. Konan se ne va, Obito si rivela al Summit dei Cinque Kage e dichiara la Quarta Grande Guerra Ninja. La rete di cellule da due lascia il posto a un esercito di centomila Zetsu Bianchi. L'organizzazione, in quanto tale, cessa di esistere prima dei suoi ultimi membri.
RIEPILOGO — cosa ricordare
L'Akatsuki nasce da una buona intenzione e termina con una guerra mondiale. Tre orfani di Amegakure, Yahiko, Nagato e Konan, fondano un movimento perché il loro paese smetta di fungere da campo di battaglia. La trappola tesa da Hanzo e Danzo uccide il fondatore, distrugge il corpo di Nagato e trasforma il progetto in un'organizzazione criminale: dieci disertori di rango S, un mantello con nuvole rosse, un coprifronte sbarrato, un anello per ogni dito e un lavoro sistematico in coppia.
L'obiettivo dichiarato, catturare i nove bijū per diventare la prima potenza militare del mondo shinobi, ne nasconde un altro. I nove demoni sono frammenti del Jubi; riunirli nella Statua Demoniaca consente di ricomporre la bestia, risvegliare il Rinne Sharingan e proiettare il Mugen Tsukuyomi sull'intera umanità. Il Piano Occhio di Luna è opera di Madara Uchiha, che lo trasmette a Obito, a sua volta guidato da secoli da Zetsu Nero, il quale obbedisce soltanto a Kaguya Otsutsuki.
Fra le due estremità di questa piramide lavorano uomini che non sanno nulla. Itachi fa la spia per Konoha, Kisame combatte per lealtà, Sasori e Deidara discutono sull'arte, Hidan prega, Kakuzu conta, Orochimaru fa acquisti prima di andarsene con il proprio anello. Cadono uno dopo l'altro, quasi tutti prima della guerra che preparavano senza saperlo. È la grande riuscita narrativa del gruppo: i guerrieri più potenti della storia sono anche i meno informati.
Domande frequenti
Quanti membri conta l'Akatsuki?
L'organizzazione dispone di dieci anelli e quindi di dieci posti, oltre alla vera direzione, che non compare nell'organico. Si contano Pain, Konan, Itachi, Kisame, Deidara, Sasori, Hidan, Kakuzu, Zetsu e Tobi, ai quali si aggiunge Orochimaru prima della diserzione. La Squadra Taka di Sasuke sarà l'ultima recluta, tardiva e provvisoria.
Chi dirige davvero l'Akatsuki?
Ufficialmente Pain, che tutti i membri considerano il proprio capo. In realtà Nagato esegue le istruzioni di un uomo mascherato che si spaccia per Madara Uchiha, ma che è Obito. Ancora più in alto, Zetsu Nero orienta le decisioni da secoli. Soltanto due membri conoscevano l'obiettivo finale dell'organizzazione.
Perché l'Akatsuki cattura i bijū?
La motivazione fornita alle reclute è militare: riunire i nove demoni per diventare una forza che i paesi saranno costretti ad assoldare. La vera ragione è che i nove bijū sono frammenti di un'unica creatura, il Jubi. Radunarli permette di ricomporla e poi lanciare sul mondo intero il genjutsu del Piano Occhio di Luna.
A che cosa servono gli anelli dell'Akatsuki?
Ogni membro porta il proprio su un dito prestabilito e questa posizione determina il punto esatto in cui deve stare sulla mano della Statua Demoniaca durante l'estrazione di un bijū. Gli anelli sono insostituibili: quando Orochimaru diserta con il suo, il posto resta vuoto e Deidara tiene più a recuperare l'anello che il proprio braccio.
Perché i membri lavorano sempre in coppia?
Il lavoro in coppia compensa i punti deboli di ciascuno e consente di svolgere due missioni parallele senza esporre mai l'intera organizzazione. Serve anche come sorveglianza reciproca, in un gruppo in cui nessuno si fida di nessuno. Kakuzu, che aveva ucciso tutti i precedenti compagni, è stato affiancato a Hidan proprio perché quest'ultimo è immortale.
Itachi Uchiha era davvero un criminale?
No. Il massacro del suo clan gli è stato ordinato da Danzo Shimura e dagli anziani di Konoha per soffocare un colpo di Stato imminente. Itachi ha scelto il villaggio anziché il proprio sangue, ha risparmiato il fratello e poi si è unito all'Akatsuki come spia. Finché restava in vita, la sua presenza nel gruppo proteggeva Konoha e Sasuke.
Come scompare l'Akatsuki?
Per eliminazioni successive, nell'arco di circa due anni di storia. Sasori cade nel covo del Paese dei Fiumi, Hidan viene sepolto vivo, Kakuzu e Deidara muoiono nello stesso periodo, Itachi durante il duello con il fratello, Nagato dopo l'invasione di Konoha, Konan contro Tobi e Kisame durante la caccia all'Hachibi. Restano soltanto Obito e Zetsu a scatenare la Quarta Guerra.
Qual è il membro più potente dell'Akatsuki?
In termini di forza pura, Madara Uchiha e Nagato dominano: il primo grazie al Rinnegan risvegliato dopo un'intera vita, il secondo per le Sei Vie che gli conferiscono sei corpi specializzati. Obito rimane il più difficile da colpire grazie a Kamui e Itachi il più difficile da battere in duello, perché il suo genjutsu pone fine allo scontro prima dello scambio di colpi.
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