Sarada Uchiha: l'erede che sogna di diventare Hokage
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2399 parole | Tempo di lettura: 12 min
PersonaggioNuova generazioneSarada
Ereditiera dello Sharingan, mira tuttavia al trono di Hokage. Figlia di Sasuke Uchiha e Sakura Haruno, Sarada avanza tra un eredità pesante e un sogno tutto suo: dirigere il villaggio. Si intreccia il equivoco attorno a Karin e la verità sulle sue origini, l'avvenimento del suo Sharingan, provocato da un'emozione positiva, e il suo posto nella nuova Squadra 7 con Boruto e Mitsuki. Un personaggio di spicco della nuova generazione.
Indossa lo Sharingan di suo padre e sogna di dirigere il villaggio: Sarada Uchiha è uno dei personaggi chiave della nuova generazione. Ecco il suo ritratto, tra eredità Uchiha e ambizione di Hokage.
Sommario
La figlia di Sasuke e Sakura
Sarada è la figlia di Sasuke Uchiha e di Sakura Haruno. Membro del clan Uchiha, si unisce alla nuova Squadra 7 al fianco di Boruto e Mitsuki, sotto la direzione di Konohamaru. Nata il 31 marzo, appare già nel capitolo 700 di Naruto, l'epilogo della serie.
La sua nascita avviene fuori dal villaggio: Sakura, incinta, accompagnava Sasuke in viaggio, e il parto si svolge in una tana di Orochimaru, con l'aiuto di Karin. Non esiste quindi nessun atto di nascita all'ospedale di Konoha (Gaiden ch. 700+2), dettaglio amministrativo che diventerà il carburante del dubbio. È la prima figlia Uchiha nata da quando è avvenuto il massacro del clan, e non l'ultima delle Uchiha, poiché suo padre è vivo.
La famiglia torna poi a Konoha, dove i suoi genitori le insegnano a camminare. Una forte febbre segna la sua infanzia, durante l'assenza di Sasuke partito a indagare su Kaguya; di questo periodo datano i suoi occhiali, regalo di Karin di cui ignora la provenienza. Il racconto pone i due fatti fianco a fianco senza spiegare la sua miopia.

Il equivoco intorno a Karin
Un famoso malinteso circonda le sue origini, ma non nasce da un ricordo: un neonato non ricorda nulla della propria nascita. Nasce da due fotografie. Dopo che Sakura ha spruzzato la casa familiare con un pugno, Sarada cerca tra i detriti e scopre che il ritratto dei suoi genitori che guardava da sempre non è altro che un ritaglio: l'intera immagine mostra Sasuke che posa con la squadra Taka, di cui Karin, una donna con gli occhiali che le assomiglia.
Suigetsu poi paragona un tampone della sua guancia a un cordone ombelicale riposto tra le cose di Karin, e dichiara che lei è la madre di Sarada (ch. 700+7). Il test è un vero positivo mal interpretato, non un falso risultato: il cordone collegava Sarada a Sakura, e Karin l'aveva tenuto come traccia del suo stesso legame con Sasuke. Lo rivela nel capitolo 700+10. Karin è un'Uzumaki e la dottoressa del parto, né un'Uchiha, né una seconda moglie.
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Shin Uchiha e il finale del Gaiden
Il racconto è composto da dieci capitoli, 700+1 a 700+10, riuniti in un unico volume nell'agosto 2015 e adattati negli episodi 19 a 24 di Boruto. In Francia, Kana lo pubblica con il titolo Naruto Gaiden - Il 7° Hokage e la Luna scarlatta, e non "La Primavera scarlatta", formula calata sull'inglese che circola ancora.
Shin Uchiha Non è né un sopravvissuto del massacro né un Uchiha per sangue: è un vecchia cavia di Orochimaru il cui corpo accetta qualsiasi trapianto senza rigetto. Da qui gli Sharingan impiantati su tutto il suo corpo, e questo braccio destro raccolto poi trapiantato a Danzo. Ossessionato da Itachi, ha usurpato il nome del clan e voleva Far rinascere l'Akatsuki A suo vantaggio: non è mai stato membro.
Non c'è nemmeno un solo Shin: un originale coesiste con una moltitudine di cloni permanenti, nati dai suoi denti e dai suoi nervi. Non si disperdono come cloni ombra, bisogna ucciderli - ed è loro che lo fanno. Naruto li confida poi in un orfanotrofio di Konoha tenuto da Kabuto Yakushi e Urushi.

La risposta di Naruto e Sasuke
Naruto non è un figurante in questa storia. Salva Sarada e Chôchô da un clone di Shin, li porta con sé invece di rimandarli senza scorta, le parla di Sasuke, poi la raggiunge quando annuncia che lascia il villaggio. Il suo argomento è quello di tutta la narrazione: la famiglia si definisce per i sentimenti, non per il sangue.
Il primo incontro con suo padre è un fiasco: vedendo il suo Sharingan, Sasuke la prende per una complice di Shin e tira fuori la sua spada, prima di riconoscerla sentendola gridare "papà". Ha ancora il suo Rinnegan e lo usa per trasportare il gruppo; è molto più tardi, di fronte a Isshiki, che perderà quell'occhio.
Non risponderà a nessuna delle sue domande. La risoluzione arriva in un altro modo: Sakura dice a sua figlia che è davvero sua madre biologica, e Sasuke aggiunge che Sarada è lei stessa la prova del legame che la unisce a Sakura.

L'avvicendamento dello Sharingan
Sarada tiene lo Sharingan di suo padre, ma non l'ha ricevuto: è il kekkei genkai del clan, trasmesso dal sangue, e non un trapianto oculare — la sfumatura conta in una storia che ha moltiplicato gli occhi trapiantati. Lo sveglia a undici anni, una virgola in ogni occhio, mentre cammina sola verso il punto di incontro, portata dall'eccitazione di incontrare finalmente questo padre che conosce così poco. Lo Sharingan risponde a un'emozione intensa, non necessariamente al dolore; è il Mangekyō che normalmente reclama la morte di una persona cara.
La successione si conta in virgole. Sasuke rifiuta prima di insegnargli il Chidori: con un solo tomoe, non può leggere i contrattacchi sulla traiettoria retta della tecnica, servono due. Questo episodio proviene dall'anime, che gli conferisce anche un risveglio precoce e un secondo tomoe contro Deepa. Il manga, invece, la mostra a tre virgole al momento dell'invasione di Jigen.

Il Mangekyō Sharingan e l'Ôhirume
A dodici anni, nel capitolo 80 del manga Boruto, Sarada risveglia il Mangekyō Sharingan — non perdendo un essere caro, ma credendo che Boruto sia perso e inseguito dopo che l'Onnipotenza di Eida ha invertito il suo posto con quello di Kawaki. Il fattore scatenante è la paura della perdita, un caso descritto come estremamente raro, se non unico.
Non lo usa coscientemente fino a tre anni dopo, in Two Blue Vortex. Yodo, abbattuta dall'albero-dio Ryû e agonizzante, le dice che è permesso usare qualcosa di pericoloso per proteggere ciò che si ama. Sarada rivela allora l'Ôhirume e fa implodere Ryû prima di svenire per esaurimento; Yodo, invece, soccombe alle sue ferite.
La tecnica porta uno dei nomi della dea solare nel Nihon Shoki, dopo Amaterasu di Sasuke e Itachi: fino a quattro sfere nere la cui attrazione non ha alcun rapporto con la loro massa, che aspirano armi, tecniche e esseri viventi, e non colpiscono solo le bersagliate. Il potere si paga con la vista - occhi che sanguinano, poi una visione davvero abbassata che Sakura corregge con occhiali più forti. Mangekyō e Ôhirume non esistono ad oggi solo nel manga.

Le sue tecniche e i suoi fatti d'armi
Il suo arsenale incrocia i suoi due genitori: di Sakura, la forza decuplicata dal chakra e dall'Okashô; di Sasuke, il Katon Gōkakyū, il Hōsenka, il Chidori e il Chidori Nagashi, quest'ultimo solo nel manga. La sua specialità dichiarata è lo shurikenjutsu - sei tocchi di fila con gli occhi bendati - e la sua scheda ufficiale la classifica ninja medico.
Il suo fatto d'armi principale è il combattimento contro Boro, dove i suoi compagni di squadra gli affidano il comando. Mitsuki gli presenta un campione di nebbia nera in cui il suo Sharingan concentrato, funzionante come un microscopio, identifica un virus; Kawaki gli insegna che la rigenerazione del nemico proviene da uno strumento ninja scientifico ospitato nel suo corpo. Rileva che Boro lo sposta con mudra e sceglie il Chidori, l'unico attacco più veloce, per neutralizzare il suo nucleo: è Boruto, sotto l'influenza del Kama, che completa l'uccisione del nemico.
Il suo grado dipende dal supporto: l'anime la promuove chunin a dodici anni dopo una vittoria su Chôchô, e le confida la Squadra 7 alla partenza di Konohamaru; il manga la lascia genin tre anni dopo la partenza di Boruto.

Il sogno di diventare Hokage
A differenza della ricerca della vendetta che ha per lungo tempo tormentato suo padre, Sarada nutre un sogno luminoso: diventare Hokage a sua volta, ispirata dal devozione di Naruto verso il villaggio. Il canone le dà un'origine molto concreta: un bento. Aveva preso da Boruto il pranzo destinato a suo padre per darsi un pretesto per seguirlo; alla fine del Gaiden, è Boruto che ringrazia, spiegando che altrimenti, non potendo consegnare un bento a tutto il villaggio, ha deciso di diventare Hokage.
L'obiettivo è esplicito: legarsi al maggior numero possibile di persone, al contrario del percorso solitario di suo padre, e governare scegliendo un percorso diverso dal suo. Nulla stabilisce tuttavia che ci riuscirà. A questo stadio della serie, è una candidata seria e un'ereditiera occupata altrove: suo padre, assorbito da una Claw Grime, è rinchiuso in un Bulbo d'anima spinoso che cerca di recuperare, e Code l'ha appena tolto.
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Tabella riassuntiva
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Genitori | Sasuke Uchiha e Sakura Haruno |
| Clan | Uchiha |
| Dōjutsu | Sharingan (risvegliato da un'emozione positiva) |
| Squadra | Nuova Squadra 7 (Boruto, Mitsuki) |
| Sogno | Diventare Hokage |
FAQ
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Chi è la madre di Sarada?Sakura Haruno è sua madre biologica, confermata dal canone. Karin, presente alla sua nascita, era solo la dottoressa di parto.
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Chi è il padre di Sarada?Sasuke Uchiha, di cui eredita lo Sharingan.
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Come Sarada risveglia il suo Sharingan?Sotto l'effetto di un'emozione positiva - la gioia di rivedere suo padre - e non nel dolore come la maggior parte degli Uchiha.
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Qual è il sogno di Sarada?Diventare Hokage, ispirata al devozione di Naruto verso Konoha.
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Sarada fa parte della Squadra 7?Sì, della nuova Squadra 7, con Boruto e Mitsuki, sotto la direzione di Konohamaru.
In sintesi
Tra il sangue degli Uchiha e un sogno rivolto al futuro, Sarada incarna una nuova via per il suo clan — quella della luce piuttosto che della vendetta.
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