Gengetsu Hôzuki : le Deuxième Mizukage

Gengetsu Hōzuki: il Secondo Mizukage

1661 parole | Tempo di lettura: 9 min

UniversoGengetsuKirigakure

Troppo forte, e imbarazzato di esserlo: ecco un Kage che esplode. Gengetsu Hôzuki, Secondo Mizukage di Kirigakure, nasconde dietro il suo umorismo uno dei più grandi maneggiatori di genjutsu senza Sharingan della serie. Al menu: il suo corpo di acqua e olio, il suo genjutsu di pallore gigante che produce fumo e doppi, la sua esplosione infinita e la sua rivalità mortale con Mû. Il ritratto mette anche ordine nei tre Hôzuki che tutti confondono, prima del suo duello con Gaara.

Un Kage scherzoso, imbarazzato di essere troppo forte: Gengetsu Hôzuki esplode tra i capi villaggio. Davanti al suo umorismo si cela uno dei più grandi maestri del genjutsu senza Sharingan di tutta la serie.


Il Secondo Mizukage

Gengetsu Hōzuki è il Secondo Mizukage di Kirigakure, il Villaggio della Nebbia. Come Kage, era in tempi antichi lo shinobi più potente del suo villaggio.

La sua personalità è contraria alla corrente: disinvolta, gioviale e spiritosa, al punto da sentirsi imbarazzato di essere "troppo forte" mentre non cercava nemmeno davvero di vincere.

Primo piano sul viso del Secondo Mizukage, occhi chiusi e largo sorriso che rivela i denti, macchie di arrossamento sulle guance
Un Kage che scherza: la disinvoltura mostrata non ne toglie nulla al suo rango di shinobi più potente di Kirigakure.

Tre Hôzuki da non confondere

Il clan Hôzuki, noto per la sua capacità di liquefare il corpo, conta tre figure che vengono spesso mescolate. Gengetsu è un maneggiatore di genjutsu e di tecniche di olio.

Da distinguere da Mangetsu, l'unico ad aver padroneggiato le sette spade della Nebbia, e dal suo fratellino Suigetsu, membro di Taka. Punto importante: nessun legame di parentela diretto tra Gengetsu e i due fratelli non è stabilito nel canone.


Un corpo d'acqua e di olio

Dove gli altri Hôzuki hanno un corpo puramente acquoso, quello di Gengetsu mescola acqua e olio. Questa particolarità lo rende singolare e complica seriamente il sigillamento dalla sabbia.

È anche il carburante delle sue tecniche più temibili, dove l'olio riscaldato trasforma l'acqua in vapore bruciante.

La testa del Mizukage emerge dalla sabbia, un sorriso in mezzo ai baffi; appena sotto, un talismano di sigillatura rosso con il kanji "segno" appoggiato a pancia in giù
Un corpo che passa allo stato liquido complica il sigillamento: il talismano viene posato, il Mizukage sorride ancora.

Il genjutsu della vongola gigante

La sua tecnica più sconcertante invoca una vongola gigante con una conchiglia molto resistente. Il suo fumo ha un doppio scopo: nebbia densa e vettore di genjutsu.

Preso in questo miraggio di un realismo totale, l'avversario vede falsi doppi di Gengetsu e della vongola mascherare i veri. L'illusione si dissolva solo distruggendo la vera vongola - bisogna ancora trovarla.

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Una palude gigante con la conchiglia chiusa, posata in una radura nuvolosa di foschia verde
L'invocazione il cui fumo fa tutto il lavoro: addensa la nebbia e serve da vettore al genjutsu.

L'esplosione infinita

Il suo altro bastone segreto è un ninjutsu diesplosione infinita. Crea un pupazzo di vapore fatto di acqua ricoperta da uno spesso strato di olio: l'olio si scalda, l'acqua si vaporizza, il pupazzo si gonfia sotto la pressione e poi esplode.

Il vapore, raffreddandosi, torna a diventare granella che rigenera il pupazzo - da cui esplosioni ripetute, apparentemente senza fine. Un incubo per chiunque cerchi di immobilizzarlo.

Un piccolo personaggio pallido in abito chiaro, gli occhi neri senza pupilla, in piedi al centro di una nebbia verde scuro
Il pupazzo a vapore: dell'acqua sotto una pellicola d'olio, che si gonfia fino all'esplosione e poi si riforma.

La rivalità con Mû

Durante la sua vita, Gengetsu nutriva un'inimicizia reciproca con il Secondo Tsuchikage, Mû, il maestro di Onoki. I due uomini si riconoscevano come dei rivali degni.

La loro storia finisce nel modo più radicale: loro Si uccidono Durante il loro duello finale, ognuno portava l'altro alla morte.


Edo Tensei: di fronte a Gaara

Ritorna in vita attraverso l'Edo Tensei di Kabuto, al fianco di Mû, del Terzo Raikage e del Quarto Kazekage. Conserva la sua coscienza, ma il suo corpo è controllato.

Affronta quindi la divisione guidata da Gaara e Ônoki. Una confusione frequente da eliminare: il Quarto Kazekage Rasa è anche lui un reincarnato dello stesso campo, sigillato per primo da suo figlio. Gengetsu, invece, finisce catturato nella sabbia - dopo aver salutato Gaara come l'"uovo d'oro" dei cinque Kage attuali.

Quattro risuscitati tra dei pitoni rocciosi sotto un cielo blu: un colosso con la pelle scura e la barba bianca, un uomo biondo in kimono chiaro a righe a collo alto, un uomo dai capelli rossi in abbigliamento scuro, e in primo piano dalla schiena una silhouette interamente avvolta da bendaggi. » (leggenda invariata)
Ricordato dall'Edo Tensei di Kabuto, combatte al fianco del Terzo Raikage e del Quarto Kazekage: coscienza intatta, corpo pilotato.

Tabella riassuntiva

Aspetto Dettaglio
Identità Gengetsu Hôzuki, Secondo Mizukage di Kirigakure, clan Hôzuki. Da distinguere da Mangetsu (maestro delle 7 spade) e Suigetsu (Taka): stesso clan, ma schermidori, senza parentela stabilita.
Tecniche Genjutsu della vongola gigante (miraggio tramite la fumo, falsi doppi); corpo acqua + olio; ninjutsu di esplosione infinita (pantano d'acqua e olio che si gonfia, esplode, torna a essere granella e si rigenera).
Rivalità / morte Inimicizia reciproca con il Secondo Tsuchikage Mû (maestro di Onoki); durante i loro giorni di vita, i due uomini si uccisero durante il loro duello finale, riconoscendosi come rivali degni.
Quarta Guerra Reincarnato dall'Edo Tensei di Kabuto (con Mû, il 3° Raikage e il 4° Kazekage Rasa); corpo controllato; affronta la divisione di Gaara e Ônoki. Rasa, reincarnato alleato, viene sigillato per primo; Gengetsu poi.
Personalità Spensierata, gioviale, scherzosa; imbarazzata di essere "troppo forte" senza cercare di vincere; definisce Gaara un "uovo d'oro" dei cinque Kage prima di essere sigillata.

FAQ

  • Gengetsu Hôzuki è lo stesso personaggio di Suigetsu o Mangetsu?
    No. I tre appartengono al clan Hôzuki, ma Gengetsu è il Secondo Mizukage (maneggiatore di genjutsu e di tecniche di olio), mentre Mangetsu e Suigetsu sono spadaccini: Mangetsu è l'unico ad aver riunito le 7 spade della Nebbia, e Suigetsu appartiene a Taka. Nessun legame di parentela diretta tra loro è stabilito nel canone.
  • Come torna durante la Quarta Grande Guerra?
    È risuscitato dall'Edo Tensei di Kabuto, con altri Kage defunti (Mû il 2° Tsuchikage, il Terzo Raikage e il Quarto Kazekage Rasa). Mantiene la sua coscienza e la sua memoria, ma il suo corpo è controllato da Kabuto e costretto a combattere l'Alleanza.
  • In che consiste il suo genjutsu di vongole gigante?
    Invoca una vongola gigante con una conchiglia molto resistente, la cui fumo serve sia come nebbia densa che come vettore di genjutsu. Questa fumo intrappola i nemici in un miraggio realistico: proietta falsi doppi di sé e della vongola per nascondere i veri. L'illusione non finisce fino a quando non distrugge la vera vongola.
  • Chi lo affronta e come viene sconfitto?
    Affronta la divisione guidata da Gaara, sostenuto da Ônoki. Poiché il suo corpo mescola acqua e olio, la sabbia di Gaara fatica a sigillarlo e il suo corpo esplosivo interrompe continuamente l'operazione. Gaara lo rallenta mescolando alla sua sabbia la polvere d'oro di suo padre Rasa - che, riscaldata, serve da ostacolo - poi lo imprigiona.
  • Il Quarto Kazekage combatte al fianco dell'Alleanza contro Gengetsu?
    No, è una confusione frequente. Il Quarto Kazekage (Rasa) è anch'esso un reincarnato di Kabuto: è quindi dalla stessa parte, costretto, di Gengetsu, e affronta Gaara, suo figlio. Gaara contiene e sigilla prima Rasa, prima che l'Alleanza si rivolga a Mû e poi a Gengetsu.

In sintesi

Gengetsu Hōzuki è uno dei Kage più atipici della serie: un furbo con un potere devastante, capace di intrappolare un esercito in un'illusione e di annegarlo sotto esplosioni senza fine. Un avversario che, anche sconfitto, lascia la scena con il sorriso.

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